RIFLESSIONI DI UN ISPETTORE SULL’ISPETTORATO

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         Con l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro, previsto dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, operativo dal 01/01/2017, sono emerse numerose e complesse tematiche che riguardano tanto la sua operatività concreta e quotidiana, quanto qualcosa di più profondo,  la sua proiezione nel futuro prossimo. L’Ispettorato nazionale è stato creato con l’intento, condivisibile anche nell’ottica europea,  di  unificare le funzioni ispettive in materia di lavoro, ma, di fatto, ciò è avvenuto sulla base di presupposti organizzativi incerti con l’aggiunta della formula, ‘riforma a costo zero‘ che esprime in pieno l’assenza di una volontà politica reale in relazione al funzionamento effettivo dell’Ente. L’obiettivo primario di avviare un percorso determinativo di una funzione ispettiva unica in materia di lavoro, inglobando i profili previdenziali ed assicurativi (demandati finora agli enti parastatali Inps/Inail), oltre a quelli riguardanti l’imprescindibile tema dei controlli in tema di sicurezza, non può dirsi raggiunto, almeno rispetto alle aspettative. Questo non significa che l’Ispettorato nazionale non possa, invece,  esprimere al meglio le sue potenzialità, nell’interesse della collettività.  E’, tuttavia, necessaria  una chiara volontà politica che, finora, è stata invece molto  fragile, per tante ragioni, impossibili  da decifrare tutte in breve.

          L’interesse  centrale della riforma non può che essere il controllo ‘unitario’ di legalità sulla materia del lavoro che tutti sappiamo essere valore di rilevanza costituzionale, sia nell’ordinamento italiano e sia in quello europeo. Nella Costituzione, in particolare – sebbene non sia direttamente disciplinata l’attività ispettiva in tema di lavoro – diverse norme (gli articoli 3, 4, 35, 36,41, ma anche l’art. 14, comma 3, che riguarda, fra l’altro, i profili ispettivi in materia di lavoro, nell’interpretazione data dalla Corte costituzionale nel 1971, con sentenza n. 10)  integrano la necessità che sia lo Stato centrale a svolgere in prima persona la funzione ispettiva mediante i propri organi di base che sono gli Ispettori del lavoro. Oltre i limiti dell’ordinamento interno, nel più ampio contesto europeo, l’attività ispettiva in materia di lavoro è quasi sempre promanazione dello Stato centrale, con varianti dovute solo a differenze organizzative. Non risulta che nei paesi europei l’attività ispettiva in materia di lavoro e sicurezza sia affidata a singoli enti di natura parastatale con conseguente frammentazione della stessa.

         Il lavoro  è anche un valore ideale  per l’importanza determinante che esso svolge nella vita individuale e collettiva ed è stato, sin dagli anni immediatamente successivi all’unificazione del Paese, sempre oggetto del controllo da parte di strutture statali; la legge  3 aprile 1879 n. 4828, introduce l’attività ispettiva nell’ambito del Ministero dell’Agricoltura, industria e commercio ed anni dopo si perviene alla Legge del 22/12/1912 n.1361 che istituisce l’Ispettorato con compiti di vigilanza in tema di industria e lavoro, ma sempre alle dipendenze del Ministero dell’Industria. L’ interesse dello Stato nel vigilare sul corretto svolgimento del rapporto di lavoro, sia per i profili di natura normativo/contrattuale  e sia per gli altri, ugualmente importanti, profili attinenti alla materia della sicurezza, può sembrare, in apparenza, non fondamentale (magari nel confronto con le funzioni di polizia, esercito, diplomazia), ma in realtà esso ha assunto in modo graduale, nell’età contemporanea, un’importanza primaria e ne è dimostrazione anche il fatto che il quadro normativo in materia ha assunto una maggiore estensione e complessità, soprattutto negli ultimi 20 anni.

     Gli Ispettori, sia di provenienza ministeriale e sia di provenienza  Inps/Inail  nell’arco di tanti anni hanno maturato, tra tante difficoltà, la propria professionalità. L’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro, con l’assorbimento delle funzioni settoriali della vigilanza Inps ed Inail,  andrebbe consolidato con qualche segnale concreto che vada nella direzione di un orizzonte costituito dal venire incontro a  più esigenze, alcune delle quali posso così sintetizzarsi:

  • occorre far confluire anche gli ispettori Inps /Inail nel nuovo Ente, in quanto le loro competenze di settore sono necessarie per unificare la funzione ispettiva in materia di lavoro in senso effettivo e non tramite il desueto istituto del coordinamento;
  • sono naturalmente necessarie anche risorse finanziarie finalizzate a recuperare una maggiore efficienza mediante beni strumentali adeguati per svolgere l’attività di vigilanza (oltre alla necessità di sedi adeguate per avere la possibilità di far lavorare nello stesso ufficio gli ispettori di provenienza ministeriale e quelli Inps /Inail);
  • allo stesso modo occorrono risorse adeguate per l’indennità di funzione che il corpo ispettivo di provenienza ministeriale dovrebbe percepire (come già avviene per gli Ispettori Inps/Inail) in quanto responsabile del procedimento ispettivo, ciò nel quadro di un riordino dell’ordinamento professionale che transiterà attraverso il contratto integrativo;
  • la necessità di acquisizione delle banche dati Inps/Inail, al fine di una consultazione più estesa ed efficace di quella attuale per le necessarie finalità ispettive;
  • l’avviamento di un continuo processo formativo finalizzato alla creazione dell’ispettore unico;
  • nuovi concorsi per l’acquisizione di nuove risorse umane, considerato l’esiguo numero di ispettori sul territorio nazionale nel confronto con ciò che dovrebbe essere controllato;

quest’Associazione sindacale chiede un impegno politico nella direzione che si è  brevemente sintetizzata, nella speranza che si guardi al futuro prossimo, non al passato,  ma anche nella speranza che questa riforma, avviata in condizioni di incertezza, si trasformi, invece, in qualcosa che possa spiegare effetti positivi, prima d’altro, per l’interesse collettivo (oltreché individuale) della legalità e sicurezza del rapporto di lavoro; tutto questo non può non transitare per il rispetto e la considerazione che si dovrebbe avere per la funzione ispettiva e per i lavoratori, nello svolgimento della stessa,  impegnati ogni giorno.

Nicola Viola

Segretario Provinciale Confsal-UNSA INL

Genova