25.05.2015 – ISTITUZIONE ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO

MINISTERO DEL LAVORO attivita' ispettiva

Si è svolta nella giornata del 25.05.2015, presso la sede di Via Veneto del Ministero del Lavoro, la riunione informale tra le OO.SS. e il Segretario generale Paolo Pennesi e il Dirigente generale per l’attività ispettiva Danilo Papa, avente come oggetto l’istituzione dell’Ispettorato Nazionali del Lavoro.

La delegazione della Federazione Confsal-UNSA era composta da Vincenzo Di Biasi e Gian Maria Giovannetti.

 

L’Amministrazione ha illustrato il contenuto del Decreto Legislativo di istituzione dell’Ispettorato, dopo un’attesa di due mesi dall’incontro precedente con le OO.SS. quando venne presentato un modello assai diverso di Agenzia unica per l’attività ispettiva.

Dobbiamo constatare, purtroppo, il proseguimento della cattiva abitudine dell’Amministrazione nel non consegnare documenti ufficiali alle rappresentanze dei lavoratori, lasciando le stesse nelle condizioni di esprimere le proprie riflessioni basandosi su una serie di bozze provvisorie che circolano in rete.

 

Con soddisfazione constatiamo che il modello di Ispettorato presentato, fa salva la distribuzione territoriale dell’attuale Ministero del Lavoro, le cui sedi provinciali diverranno sedi territoriali dell’Ispettorato stesso, risolvendo in tal modo tutti i problemi paventati da questa O.S. su futuri percorsi di mobilità in altri enti del personale amministrativo. Pertanto, tutti gli Ispettori del lavoro, così come tutto il personale amministrativo delle DIL e DTL transiteranno in questo nuovo Ente.

 

A fronte di ciò, il testo presenta molti limiti che la prima bozza non aveva. Un esempio tra i tanti sono le criticità relative all’inquadramento del personale. Col testo illustrato oggi, infatti, si prevede la costituzione di un ruolo ad esaurimento per gli Ispettori dell’INPS e dell’INAIL che continueranno ad avere dipendenza organica dagli enti di appartenenza e una dipendenza funzionale dal nuovo Ispettorato. Gli Enti di appartenenza continueranno a sostenere il gravame del trattamento economico complessivo degli Ispettori.

Questa soluzione però provocherà molti problemi, sia per la mancanza di omogeneità dei trattamenti economici tra Ispettori di provenienza da enti diversi -ma che svolgono le stesse mansioni, stante la volontà di procedere verso la costituzione di un Ispettore Unico-, sia per la futura costituzione di più tavoli di contrattazione delle risorse incentivanti con enti diversi , a seconda della provenienza organica degli Ispettori. Si avranno pertanto relazioni sindacali spacchettate, col rischio di diversità di trattamento tra personale che dovrebbe essere invece omogeneo, sia per le mansioni che per i trattamenti giuridici ed economici. In sostanza, la soluzione prospettata dall’Amministrazione costituisce un ibrido, con personale che a fronte di stesse mansioni avrà retribuzioni diverse e fonti incentivanti diversi.

Ma c’è di più. Seppur esistono delle risorse destinate per legge alla valorizzazione dell’attività ispettiva del personale del ministero del lavoro, con cui si vorrà cercare di colmare parzialmente la distanza di retribuzione che c’è con gli ispettori di INPS e INAIL, rimane irrisolto –in questa giungla retributiva del futuro Ispettorato- il problema delle retribuzione del personale amministrativo che non avrà benefici previsti per gli Ispettori (si parla di ca 3.000 euro lordi).

 

Inoltre, la Confsal-UNSA ha fatto notare la necessità di non disperdere le competenze accessorie in capo al personale ispettivo di INPS e INAIL all’atto del pensionamento e della necessità che esse confluiscano nel Fondo Unico di Amministrazione dell’Ente per cui esse svolgono il proprio lavoro istituzionale, vale a dire dell’Ispettorato.

 

La Confsal-UNSA ha sottolineato quanto sia importante per la governance del futuro Ispettorato, che nel Decreto legislativo si parli di un ‘comitato direttivo’ e non di un ‘consiglio di amministrazione’, in modo che i componenti del comitato siano dirigenti pubblici e che siano vincolati in modo stringente alla vigilanza del Ministero del Lavoro. Un Ispettorato Nazionale del Lavoro guidato da un Consiglio di Amministrazione, invece, avrebbe potuto godere di maggiore libertà prevista dal codice civile e quindi seguire indirizzi non rispondenti ai soli interessi pubblici che l’Ispettorato deve perseguire.

 

Altra questione posta sul tavolo è quella del futuro del Ministero del Lavoro, che avrà una dotazione organica di circa 800 unità, compresi 150 ispettori che oggi vi lavorano e a cui sarà concesso di optare per un passaggio ai ruoli amministrativi. La Confsal-UNSA ritiene che sarebbe questa una giusta occasione per verificare se ci fossero Ispettori in altre sedi territoriali interessati al trasferimento nella sede di Roma del Ministero e nei suoi ruoli amministrativi. Naturalmente, facciamo presente che per gli Ispettori, il naturale sbocco è quello di far parte dell’Ispettorato, nel quale avranno maggiori prospettive di carriera e retributive.

 

In merito alla tempistica dell’iter di attuazione, essa è stringente. Il 16 giugno scade la delega al governo per presentare alle Camere i Decreti collegati al Job’s Act. Pertanto è verosimile pensare che il Decreto in questione verrà adottato dal Consiglio dei ministri o il 3 o il 4 giugno p.v. per essere poi inviato per i controlli e la bollinatura al Mef.

Le OO.SS. di categoria hanno chiesto un incontro con il Ministro Poletti prima della presentazione del testo in Consiglio dei Ministri.